Newsletter  AIP - Associazione Italiana di Psicologia N. 12 - 2018

INDICE

Cari colleghi e care colleghe,
la consueta newsletter di fine mese è stavolta anticipata a prima dell’inizio delle vacanze natalizie che costituiscono una pausa di ossigenazione tra un anno e l’altro.
Comincio con l’esprimere la soddisfazione per il numero dei soci iscritti nel 2018, che ha superato il migliaio confermando il trend di crescita già registrato nell'anno ‘elettorale’ 2017. Segno di interesse specie delle giovani generazioni di studiosi della psicologia: gli affiliati arrivano quasi alla metà degli iscritti; in certe sezioni raggiungono quasi il numero dei soci ordinari. Ecco i numeri articolati per sezioni e per tipologia di soci:
Iscritti al dicembre 2018
Tipo socio
 
 
Sezione
Ordinario
Affiliato
Totale
Psicologia clinica e dinamica
159
136
295
Psicologia dello sviluppo e dell'educazione
135
109
244
Psicologia per le organizzazioni
57
51
108
Psicologia sociale
93
81
174
Psicologia sperimentale
111
84
195
Totale generale
555
461
1016
 
Il nuovo anno in arrivo ci porterà alcune novità.

Stiamo acquisendo una nuova piattaforma di gestione amministrativa supervisionata e supportata da una ditta esterna che assicurerà anche un check-up iniziale delle nostre condizioni amministrative e contabili. Un primo passo, limitato (anche nei costi), verso un possibile futuro affidamento in outsourcing di adempimenti organizzativi in linea con l’incremento quantitativo dei soci da gestire, specie relativamente alle iscrizioni e alla tenuta della complessa contabilità che ne deriva.
Stiamo provvedendo ad una razionalizzazione degli aspetti più problematici del sito, in attesa di una ristrutturazione che però potrà avvenire solo cambiando l’intera piattaforma su cui è costruito. Nel sito verrà dato più spazio a due tematiche emergenti: i gruppi di lavoro e la storia della psicologia italiana.
gruppi organizzati su argomenti  rilevanti per la psicologia attuale sono aumentati di numero, alcuni con partecipazione ampia di soci, altri in fase di riavvio. Alcuni hanno già prodotto interessanti documenti, altri stanno per farlo. L’invito a partecipare è caldo e pressante: attraverso questi gruppi tematici si elaborano contenuti essenziali per la nostra ricerca e se ne definiscono le coordinate applicative e la divulgazione sia all'interno che all'esterno della Associazione. Al riguardo, il direttivo nella seduta telematica di dicembre ha approvato una delibera volta a consentire l’inserimento nel sito da parte dei gruppi di lavoro, e nello spazio loro riservato, delle informazioni e dei documenti che ritiene rilevanti. Il gruppo individua un coordinatore che si rende responsabile della pubblicazione quando il gruppo lo ritiene necessario. Questo materiale esprime posizioni maturate all'interno del gruppo di lavoro e verrà pubblicizzato all'interno dell’AIP; ma per certi temi di maggiore attualità e rilevanza sociale non ci si può limitare ad una diffusione interna. Al fine di esprimere posizioni o documenti da diffondere all'esterno, si segue la stessa procedura in uso per le sezioni: il coordinatore del gruppo di lavoro comunica al segretario e al direttivo la richiesta di pubblicizzare il materiale prodotto, e dopo una rapida verifica del direttivo circa la coerenza e pertinenza del materiale con la mission della Associazione, questo materiale viene passato dal segretario al webmaster e a chi si occupa della divulgazione alla stampa e sui social media.
Come prima applicazione di queste regole di pubblicizzazione dei contenuti elaborati all'interno dell’associazione, abbiamo pubblicamente preso posizione in merito alla notizia  della decisione da parte di una amministrazione comunale di modificare un’indicazione contenuta nel regolamento di accreditamento per le strutture dell’infanzia: in pratica, è stata tolta la parte che riguardava l’uso di materiali ludico-didattici riferiti alle diverse culture, per contribuire ad una migliore cultura dell’integrazione: è stato ribadito, su basi scientifiche, come l’identificazione con il proprio gruppo etnico non preclude possibilità di identificarsi con la cultura italiana e come  il valore della diversità nei contesti di gruppo sia elemento capace di generare creatività e integrazione, al contrario della chiusura difensiva di tipo etnocentrico, per cui andrebbe cancellata la presenza di simboli che si riferiscono a contesti culturali diversi, considerati una minaccia rispetto all'identità italiana. Oltre alla pubblicazione nel sito è stata curata, grazie alla disponibilità del socio Mauro Maldonato, una ampia diffusione sui social media, oltre a una comunicazione a diverse testate giornalistiche. Auspichiamo che questo modello di elaborazione di contenuti su basi scientifiche possa essere usato anche per altri temi di grande rilevanza sociale, ad esempio in ambito giuridico.
La storia della psicologia italiana – che avrà spazio in una apposita area del sito – è stato in questo anno oggetto di interessanti convegni, in cui si è ribadito come la rilettura di testi e figure del passato, e delle loro valenze metodologiche, proietti importanti risonanze sul futuro della attività didattica e di ricerca, ma soprattutto sulla presenza della psicologia scientifica nella cultura in cui si è immersi. Tutti i soci saranno invitati, a partire dal prossimo mese, ad intervenire attivamente per proporre contenuti e materiali da mettere a disposizione dei colleghi per rivivere un passato che può rivitalizzare il futuro.
Adesso è il momento di porgervi un augurio di serene festività e – a proposito di futuro - di un nuovo anno proficuo, per ciascuno sul piano sia personale che professionale, per la nostra Associazione e per l’intera psicologia italiana.

S.D.

FORUM SULLE PROPOSTE DI REVISIONE DELLO STATUTO

È ancora attivo, e lo sarà fino a metà gennaio, il forum aperto nel sito sulle proposte di revisione dello Statuto, riguardo la composizione del direttivo e le modalità di elezione, ed altri aspetti che andrebbero portati in discussione dell’Assemblea dei soci prevista per marzo.
Tutti i soci sono invitati ad esporre entro il 15 gennaio il loro parere sulle proposte, o avanzarne altre, intervenendo nel forum (al link, accessibile nella parte riservata del sito)


RINNOVO ISCRIZIONI

Il rinnovo o la nuova iscrizione per il 2019 avverrà con modalità probabilmente diverse, di cui daremo notizia all'inizio del nuovo anno.
Rimane aperto, ma andrà risolto prima dell’Assemblea dei soci di marzo,  il problema della rivista finora proposta in abbonamento come omaggio, a scelta del socio.
La Giunta ha proposto, e la maggioranza del direttivo ha approvato, di chiedere ai soci che si iscriveranno prima dell'assemblea di rispondere ad alcune domande su questo problema. I risultati serviranno  al direttivo per  verificare le  motivazioni per cui solo meno del 20% dei soci nel 2018 ha opzionato la rivista (difficoltà tecniche, negative esperienze di ricezione in anni precedenti, o effettivo disinteresse?)  e su questa base decidere cosa proporre ai soci per il 2019: se mantenere o eliminare (o modificare) la prassi precedente.


ACCREDITAMENTO MINISTERO SALUTE

 Il 7 dicembre si è tenuta presso il CNOP una prima riunione delle Associazioni Scientifiche accreditate presso il Ministero della Salute (tra cui l’AIP) – resoconto del vice-presidente Sergio Salvatore


RAPPORTI CON ALTRE ASSOCIAZIONI

ll direttivo nazionale della sezione italiana della SPR (Society for Psychotherapy Research) si è riunito a Roma il 28 novembre 2018 ed ha deliberato l’interesse a promuovere attività congiunte con AIP, al fine di migliorare la qualità della ricerca clinica nel territorio nazionale oltre che diffondere una formazione alla professione su basi scientifiche ed empiriche.
A tal fine, si auspica di promuovere le seguenti iniziative comuni:

  1. possibili sessioni congiunte AIP-SPR nei congressi di sezione Clinica e Dinamica (anche a partire dal prossimo congresso AIP a Milano nel 2019).
  2. prevedere quote di iscrizioni agevolate ai congressi AIP ed SPR per i soci di una delle due associazioni.
  3. programmazione di ricerche e attività formative comuni con le scuole di psicoterapia riconosciute dal MIUR, al fine di sensibilizzare gli allievi specializzandi all'importanza dell’attività di ricerca nella propria formazione clinica.  
Tali iniziative verranno congiuntamente progettate e definite dai direttivi AIP ed SPR a partire dal 2019.
Altre analoghe collaborazioni potranno essere intraprese nel 2019 con altre Associazioni scientifiche con cui l’AIP ha interessi di ricerca comuni.

DALLE SEZIONI E GRUPPI DI LAVORO

Dalla sezione Psicologia Sperimentale

Dalla Sezione di Psicologia per le Organizzazioni
Dalla sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione
Dalla sezione di Psicologia Sociale
Dalla sezione Psicologia Clinica e Dinamica
Dai gruppi di lavoro


Nella prima seduta di dicembre sono state approvate le nuove classi di laureatra cui quella di Neuroscienze, che ha parzialmente accolto nella versione definitiva le osservazioni critiche avanzate dalla nostra Associazione, e inserito tre SSD psicologici tra le attività formative indispensabili.
Nella apposita pagina del sito sono archiviati tutti i resoconti e link ai documenti CUN, inclusi quelli da noi inviati.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

EFPA: NewsMagazine dicembre 2019 – scaricabile al link https://efpa.magzmaker.com/december_2018
Contiene gli eventi EFPA 2019  e altri eventi di psicologia nella comunità internazionale

EFPA: 6° Congresso europeo di psicologia - Mosca 2-5 luglio 2019 
Scadenza per pagare la quota riservata ai membri EFPA (tra cui l’AIP) con la riduzione per early registration (€ 350, per gli studenti € 180): 1 aprile 2019. Successivamente le quote aumenteranno.
Entro il 4 febbraio 2019 verrà comunicata l’accettazione delle submissions.

EFPA Standing committee Psicologia di comunità: documento  contro la violenza di genere
È stato pubblicato il documento dell’EFPA  sul ruolo della psicologia nella prevenzione della violenza.  Il testo è stato promosso dallo standing committee di psicologia di comunità del quale fa parte Caterina Arcidiacono in quanto rappresentante italiana (proposta da AIP e CNOP)  e dalla società europea di psicologia di comunità ECPA. Il testo descrive le azioni e gli ambiti di intervento della psicologia nel contrasto al fenomeno ed è un buon esempio per rendere visibili le possibilità di intervento psicologico.
http://efpa.eu/news/november-25intdayelimination-of-gender-violence-against-women-and-girls

EFPA Board of assessment – relazione Adriana Lis
Prosegue la raccolta dati  sull’insegnamento di tecniche di assessment (scadenza 31 dicembre 2018).

EFPA Board of Scientific Affairs – relazione Remo Job

Position paper EFPA sull’etica della ricerca

Altre news relative alla internazionalizzazione:


STORIA DELLA PSICOLOGIA
 
Il Centro Aspi - Archivio storico della psicologia italiana (Università degli studi di Milano-Bicocca) annuncia l’uscita del primo volume della collana “Mente e storia” (Aracne editrice) dedicato a Fotografia e scienze della mente tra storia, rappresentazione e terapia, a cura di Daniela Scala (2018). Scarica la copertina   -  Scarica Indice e Prefazione
Il secondo volume riguarderà il tema: Guerra e scienze della mente in Italia (1848-1945). Chi fosse interessato a pubblicare un saggio all’interno del volume può inviare un abstract entro il 31 gennaio 2019 all’indirizzo: aspi@unimib.it.
Consegna dei contributi: entro il 31 maggio 2019 - Uscita prevista del volume: novembre 2019.
Scarica la Call for papers
Per informazioni
Aspi - Archivio storico della psicologia italiana, Università degli studi di Milano-Bicocca  www.aspi.unimib.it

SEGNALAZIONI

TANTA PSICOLOGIA NEL RAPPORTO CENSIS 2018
Il 52° rapporto Censis pubblicato il 7 dicembre 2018 ha individuato nel ‘rancore’ e risentimento collettivo la chiave di lettura dei sentimenti profondi della società italiana. Un insieme di “cattiveria, paura e incertezza”, che il Censis definisce ‘sovranismo psichico’: “una reazione pre-politica con profonde radici sociali” (…) “che talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria ‒ dopo e oltre il rancore ‒ diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, individualizzata, pulviscolare”. Il fenomeno, favorito dalla sempre più pervasiva presenza dei social media, tende a contestare il ruolo e l’autorità di tutti i corpi intermedi, compresi i partiti tradizionali e i sindacati, fino alle élites economiche e anche accademiche.
Scuola e università sono coinvolte in questa caccia al ‘colpevole’ del malessere sociale: riusciranno queste agenzie formative a riprendere il ruolo di guida e motore trainante della educazione delle nuove generazioni, o si rassegneranno ad essere vittime della dilagante de-costruzione delle strutture intermedie della società?
In particolare, la psicologia sarà capace di leggere e interpretare questi fenomeni che toccano nodi centrali dello studio della mente individuale e collettiva, e proporre soluzioni diverse dalla passiva acquiescenza alla emergente “rivoluzione culturale” che il rapporto Censis ha segnalato?
I comunicati sui diversi capitoli del rapporto si possono leggere  su  http://www.censis.it/6
 
ANCORA SUL NUMERO PROGRAMMATO... 
Nella precedente newsletter abbiamo riferito delle proposte di legge presentate da varie parti politiche sulla ‘apertura degli accessi’ .  Alcune ne propongono l’abolizione dei numeri programmati, altre spostano la selezione alla fine del primo anno. Anche Forza Italia ha presentato una propria proposta, secondo cui va mantenuto il numero programmato ma integrando il test con i voti della scuola e con una prova attitudinale.
Va segnalato che di recente (sentenza del  17 ottobre 2018) il Consiglio di Stato, decidendo su un caso di richiesta di accedere ad un corso di laurea senza affrontare il test d'ingresso, ha ulteriormente ribadito che "le prove di ammissione ai corsi universitari ad accesso programmato, di cui all'art. 4 della legge 2 agosto 1999, n. 264, si collocano nel punto di intersezione di più esigenze e rispondono contemporaneamente a più funzioni. Se ne possono indicare, in via riassuntiva ma non esaustiva, almeno tre: a) verificare la sussistenza dei requisiti di cultura per lo studente che aspira ad essere accolto per la prima volta nel sistema universitario; b) garantire l'offerta di livelli di istruzione adeguati alle capacità formative degli atenei; c) consentire la circolazione nell'ambito dell'Unione europea delle qualifiche conseguite". Il Consiglio di Stato ricorda che il limite numerico è "elemento non eludibile, perché posto a garanzia di qualità dell'insegnamento secondo gli standard europei".
(Fonte:  IlSole24Ore,10 novembre 2018)
 
MA QUANTO SI INVESTE SUGLI STUDENTI CHE SI VORREBBERO AUMENTARE?
Sempre il già citato Rapporto Censis attesta che per l’educazione terziaria  in Italia si spende pro-capite per studente  il 42% in meno della media europea.  Nel complesso, investiamo in istruzione  il 3,9% del Pil, mentre la media europea è 4,7%. La spesa pubblica destinata alla ricerca è diminuita da 1,5 miliardi nel decennio 2008-2017.
Il tasso d'abbandono precoce dei percorsi d'istruzione dei giovani 18-24enni è in Italia del 18% (media europea 10,6%). In 10 anni sono scesi da 236 a 99 i giovani laureati occupati ogni 100 anziani.
(Fonte: Censis, 52° rapporto 2018)
 
INVERTIRE IL TREND SUGLI ORGANICI? SI’… ANZI NO… NON ADESSO! 
Dal Sole24Ore del 13 dicembre apprendevamo l’annuncio del ministro Bussetti di una programmazione di assunzioni di docenti nelle università, che prevede due tempi.
Il primo prevede una revisione del meccanismo dei “punti organico” che governa le assunzioni negli atenei. Saranno sbloccati i 2.038 "punti organico" per il 2018 finora rimasti ‘congelati’, assicurando a tutte le università il 50% del proprio turnover, e attribuendo il restante 50% in base alla virtuosità dei bilanci: più i conti saranno in ordine, più si potrà assumere.
Il secondo intervento doveva arrivare con un emendamento alla legge di bilancio all'esame del Senato, incrementando le facoltà di assunzione "normali" del sistema universitario con 220 punti organico nel 2019 e altri 220 nel 2020: riservati però solo alle università ‘virtuose’.
Questo in aggiunta ai nuovi 1000 ricercatori di tipo b, già previsti nel testo della manovra e di cui si era data notizia nella precedente newsletter. E si riparla anche di tornare ai ricercatori a tempo indeterminato…
Ma pochi giorni dopo è arrivata la doccia fredda: secondo un emendamento alla legge di bilancio le Università, come altri Enti pubblici, non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato "con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019". Questa norma dovrebbe riguardare, secondo le ‘precisazioni’ del sottosegretario Fioramonti, «solo le assunzioni ordinarie riferite al 2019», escludendo gli assunti nel 2016 con contratti triennali non rinnovabili (ex art. 24. c. 5 della 240/2010), i nuovi posti derivanti da facoltà di assunzione di anni diversi e i bandi per piani di reclutamento straordinario o le risorse premiali.
Ma ci stiamo abituando a capire che fra le dichiarazioni sui social media e le norme che vengono approvate la coerenza è un optional… aspettiamo di capire nel dettaglio cosa viene bloccato e cosa no.

E INTANTO SI SOPPRIMONO ANVUR E INVALSI?
Un disegno di legge allo studio del governo, “recante deleghe per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore”, da non confondere con il decreto legge semplificazione già pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre, contiene una disposizione (art. 5, comma 3, punto a) relativa agli enti di valutazione riguardanti la Scuola e l’Università, che prevede:
“razionalizzazione, eventualmente anche attraverso fusioni o soppressioni, di enti, agenzie, organismi comunque denominati, ivi compresi quelli preposti alla valutazione di scuola e università, ovvero attraverso la trasformazione degli stessi in ufficio dello Stato o di altra amministrazione pubblica, salvo la necessità di preservarne l’autonomia, ovvero ancora liquidazione di quelli non più funzionali all’assolvimento dei compiti e delle funzioni cui sono preposti, ferma restando la salvaguardia del personale in carico ai suddetti soggetti, qualora incardinato nel rispetto della disciplina normativa delle assunzioni”.
Le agenzie di valutazione cui si riferisce questo testo, pur senza nominarle, sono l’Anvur e l’Invalsi, che potrebbero dunque anche essere soppresse, o unificate, oppure trasformate in “ufficio dello Stato”.
Meglio? Peggio? Difficile da prevedere…
(Fonte: Tuttoscuola.com 17.12.2018)
 
INSERIMENTO PROFESSIONALE DEI DOTTORI DI RICERCA
Una buona notizia viene dal report sull'inserimento professionale dei dottori di ricerca, diffuso dall’Istat. Nel 2018, a quattro anni dal conseguimento del titolo, lavora il 93,8% dei dottori di ricerca.  A sei anni dal titolo, i dottori di ricerca occupati percepiscono in media un reddito netto mensile di 1.789 euro, ovviamente con ampie variazioni a seconda delle aree disciplinari (il massimo di 2.400 euro è nelle Scienze mediche).
La buona notizia è però temperata, per chi spera che i dottori di ricerca siano le nuove leve dell’università, dal dato che a sei anni dal titolo meno di un quarto (il 24%) dei PhD occupati è rimasto nell'istituzione universitaria, con contratti e assegni di ricerca. Solo uno su dieci è diventato professore o ricercatore nelle università italiane, mentre fra coloro che vivono all'estero il rapporto è di uno su quattro. Non meraviglia che cresca il numero dei dottori di ricerca che emigrano all'estero: il 17,2% (+4,3% rispetto al 2014).
(Fonte: ISTAT)
 
APPELLO CONTRO IL PRECARIATO UNIVERSITARIO
È stato pubblicato nel sito l’appello promosso da un gruppo di docenti universitari contro il precariato. Per sottoscrivere: per.precari.uni@gmail.com


Sui temi trattati in questa newsletter, e altri che si aggiungeranno nei prossimi giorni, segui gli aggiornamenti nelle apposite sezioni del Sito.

Newsletter n. 12 - 24.12.2018