Care socie e cari soci,
come sapete il CUN ha chiesto all'AIP di esprimere la propria opinione in merito ai criteri per la valutazione dei prodotti scientifici, sottoponendoci una bozza preparata allo scopo da una commissione delle aree CUN 10 e 11. Il Presidente Cubelli ha chiesto alle sezioni di far pervenire al Direttivo le proprie osservazioni, in vista dell'assemblea del prossimo 7 maggio che definirà la posizione ufficiale dell'Associazione sull'argomento. A questo scopo la bozza del CUN vi è stata messa a disposizione ed è stato aperto un apposito forum sul sito.
Come Comitato esecutivo, con il supporto dei due colleghi che rappresentano la sezione in Comitato Direttivo, abbiamo elaborato un documento di analisi puntuale della bozza CUN (detta Bozza Graziosi) che ci sembra esprima, oltre alle nostre personali opinioni, anche le diverse istanze di cui abbiamo avuto notizia, e che rendiamo pubblico sul sito al fine di raccogliere le vostre eventuali osservazioni, delle quali terremo conto nel corso della riunione di Direttivo che si terrà il 6 maggio in preparazione dell'Assemblea del 7.
Di seguito trovate la Bozza Cun e il Documento dell'esecutivo; siete invitati a scrivere in questo stesso spazio i vostri eventuali commenti, in modo che siano messi a disposizione di tutti.
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Un caro saluto
Bruno Mazzara
leggi il Documento del Comitato esecutivo
leggi la lettera di apertura del forum
leggi la bozza CUN
leggi la classificazione delle attività CUN
valutazione della rivista o dell'autore?
Gentili colleghi,
mi sembra di essere il primo a postare su questa discussione. La mia è una riflessione di ordine generale sui criteri di valutazione. Mi sembra che il problema sia quello di un equilibrio tra criteri "oggettivi" e quantificabili della qualità dellle publicazioni (problema che viene risolto aumentando il peso specifico delle pubblicazioni su rivista e basandosi sull'autorevolezza della rivista stessa) e quello di un tipo di valutazione "qualitativa" dell'autore e del suo effettivo impatto sulla comunità scientifica. Forse questo aspetto è un pò sottorappresentato. Nei diversi settori e, all'interno di essi, in alcuni paradigmi scientifici le riviste hanno un tipo di valutazione che risponde a criteri meno "quantitativi", iinoltre, se il problema è valutare l'impatto dell'autore, sarebbe utile forse un sistema di "referaggio" che attestasse, attraverso valutazioni quantitative (tipo l'h-index) ma anche quantitative (tipo il giudizio di una serie di esperti del settore) la qualità scientifica dell'autore e il suo accreditamento presso la comunità di ricerca.
Immagino il caso ad esempio di quelle riviste che hanno l'IP ma che in realtà sono rappresentative di un paradigma molto specifico e ristretto che "si pubblica" solo all'interno di un gruppo circoscritto.
Questi problemi diventano poi ancora più difficili da elaborare e passiamo al discorso "monografie e contributi in collettanee". Eppure, nel senso comune della comunità scientifica (scusate il gioco di parole) mi viene sempre da pensare che la qualità di un ricercatore viene riconosciuta attraverso una serie di norme e pratiche informali che spesso non sono in relazione diretta con il numero di pubblicazioni. Si potrebbe pensare di far emergere questo tipo di conoscenze implicite?